Chi come me ha amato le sonorità e i testi (dell'immenso) James Taylor, godrà a leggere il titolo che compare oggi su
un articolo del sito della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.

Chi però, come me, ha scritto dei post un pò "al limite" nei 140 caratteri ammessi da Twitter è bene che cominci a preoccuparsi: la Biblioteca del Congresso conserverà tutti i tweet (
cinguettii) pubblicati sul social network dal 2006 in poi...
È una bella mossa per una biblioteca, istituzione che ha, soprattuto per chi è digital native, un'immagine polverosa e inutile, ma certo è un pò inquietante sapere che tutto quello che scriviamo viene registrato, classificato e inventariato.
Tracciabili ovunque.
Che non sia meglio fare switch-off e tornare al papiro?