Le letture erano diverse, luci ed ombre ovviamente, anche se la percezione di essere arrivati ad un punto di non ritorno era comune, com'era comune l'esigenza di fare qualcosa. Ma cosa?
Nella nostra analisi impietosa chi usciva con le ossa piú rotte erano i politici con tutto il carrozzone del sistema partitocratico... ma non abbiamo anche noi un Barak Obama da tirar fuori dal cilindro?
Quando poi dalla birra belga si é passati a quella tedesca è stato il momento più cupo (evidentemente troppo amara la lager...).
Vedi Roma, ad esempio.
Checco (che è ingegnere e queste cose le sa, che gli ingegneri sanno sempre tutto di default) ci dice che nell'area metropoplitana si incrociano giornalmente più di 3 milioni e 700 mila persone e di questi circa l'8% proviene da un paese estero... il IV Municipio conta 198 mila abitanti, circa una volta e mezza quelli dell'intero territorio della provincia di Vicenza: numeri da capogiro! Qualsiasi iniziativa corre il rischio di sembrare una goccia nell'oceano... e quindi, che fare? Meglio lasciar perdere e aspettare tempi migliori.

A me non è rimasto che calare l'asso, l'editoriale di Loriga (da Città Nuova nr. 18/2008), che "da una sorta di resa totale" della società esorta a partire dal locale, dal riscoprire la fraternità come paradigma dei rapporti umani... ho citato anche la frase finale, quella della "gente che fa gruppo" e anima lo spazio di partecipazione con quello che sa fare, con le proprie capacità. È scattato l'applauso e la proposta a candidarmi alle amministrative. Per fortuna che si era in famiglia e questi brutti scherzi passano subito (grazie anche alla birra...).